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Energia

La Romania riscopre il petrolio

Ceausescu aveva puntato ai giacimenti di Suplacu, adesso lo sfruttamento riprende

AdminSito
martedì 16 aprile 2013 21:06

La compagnia petrolifera Omv Petrom - come riporta il Balkan Magazin- ha annunciato di voler investire 400 milioni di euro per rivalorizzare e rendere nuovamente produttivi i vecchi giacimenti di petrolio presenti in Romania. Tutto ciò dovrebbe avvenire entro il 2015. La metà del capitale (200 milioni) che la Omv ha intenzione di investire sarebbe destinata alla zona di Suplacu, nel Nord-Ovest del Paese, particolarmente ricca di giacimenti di petrolio. L'area in questione è stata sfruttata per oltre 50 anni e fornisce attualmente il 10% della produzione giornaliera della Omv in Romania. D'altronde Bucarest ha da sempre, nel corso della storia, trovato una maniera per sfruttare i suoi giacimenti. La Romania aveva imboccato già nel 1945 la strada di un'accelerata industrializzazione del Paese e in modo specifico dello sviluppo prioritario dell'industria di base. Favorito dalle risorse naturali, specie da quelle energetiche (sino alla scoperta dei colossali giacimenti del Mare del Nord, ripartiti fra Gran Bretagna e Norvegia, la Romania era l'unico rilevante produttore europeo di petrolio, URSS esclusa), il Paese poteva dotarsi di un considerevole apparato industriale con una netta prevalenza dell'industria pesante, ritenuta l'indiscusso punto di partenza per ulteriori sviluppi produttivi. Durante il regime di Nicolae Ceausescu che nel 1965 era succeduto a Gheorghiu-Dej, la Romania continuò a perseguire la politica della industrializzazione puntando proprio sull' "oro nero" ed il dittatore pubblicizzò così bene lo sfruttamento di questa risorsa che la Romania apparve, agli occhi del suo popolo prima e agli altri Paesi poi , una potenza petrolifera. Inoltre a partire dalla metà degli anni '70 furono ottimi i rapporti tra il regime di Ceausescu e il colonnello Gheddafi. I due instaurarono anche relazioni economiche: tramite gli accordi con la Libia la Romania fu uno tra i pochi a riuscire a salvarsi dalla crisi del petrolio del 1973, oltre un milione di tonnellate di petrolio importato dalla Romania nel 1974 provenivano dalla Libia. Tornando al presente la Società ha sottolineato l'importanza dello sviluppo dei vecchi giacimenti petroliferi. "Lavoriamo in campi che vengono sfruttati da molto tempo - fanno sapere dalla Omv - e negli ultimi anni siamo stati in grado di ridurre il tasso di declino della produzione di circa l'1% all'anno. Attualmente - ha aggiunto Marian George, direttore esecutivo della società - riusciamo a soddisfare circa il 40% della domanda di petrolio e gas in Romania e questi interventi di riqualificazione saranno necessari per mantenere la produzione stabile". Utilizzando moderne attrezzature, tecnologie e tecniche la speranza della Omv è quella di aumentare i tassi di recupero per le operazioni di petrolio e gas, ma anche rendere il Paese altamente efficiente dal punto di vista energetico riducendo però l'impatto ambientale. Ad oggi il tasso medio del recupero delle riserve dei 238 campi in cui l'azienda opera si attesta intorno al 25% per quanto riguarda il petrolio e al 49% per il gas. "Con le nuove tecnologie - dice Gabriel Selischi che in Omv Petrom cura gli assetti societari - saremo in grado di sfruttare meglio i giacimenti dai quali attingiamo ormai da decenni. Anche perché riteniamo che questi campi abbiano ancora un potenziale". Il progetto di riqualificazione della zona di Suplacu consisterebbe in interventi di foratura supplementare per aumentare, grazie a nuovi metodi, il recupero di idrocarburi; inoltre verrebbe costruito un nuovo parco per l'assemblaggio, installato un impianto per il trattamento delle acque nonché modernizzato lo sfruttamento di gas combustibili e dell'aria compressa. Dalla fine del 2012 la Omv ha sfruttato le riserve di petrolio e di gas ricavando approssimativamente 775 milioni di barili tra Romania e Kazakhstan, ma è proprio in Romania che si sono ottenuti i risultati migliori. Si è infatti arrivati ad una capacità di raffinazione annuale di 4,2 milioni di tonnellate. La società, gestisce 800 stazioni di servizio con due marchi, Petrom e Omv ed è attiva anche in Moldavia, Bulgaria e Serbia. Durante il 2012 il fatturato del Gruppo è stato pari a quasi 6 milioni di euro e l'Ebit (risultato ante oneri finanziari) è superiore a 1,2 milioni di euro. Se la Romania, anche grazie all'intervento della Omv Petrom, riuscisse a tornare su elevati livelli di estrazione e raffinazione del petrolio potrebbe compiere grandi progressi nell'ambito dello sviluppo e inoltre potrebbe suscitare l'interesse dei Paesi stranieri a stabilire accordi e partnership economiche. (Luigi Maria Rossiello)