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Sport

Svastica, la Croazia rischia

Mentre il governo e la Federcalcio si rimpallano le colpe riguardo al simbolo nazista disegnato sul campo dello stadio di Spalato, l'Uefa potrebbe anche escludere la nazionale

AdminSito
venerdì 19 giugno 2015 10:24


L'infausta svastica disegnata giovedì notte da un gruppo tuttora non identificato di ultrà croati sull'erba dello stadio Poljiud di Spalato (con una vernice speciale a comparsa ritardata), e notata da tutti durante il match Croazia-Italia valido per le qualificazioni europee di venerdì scorso, è immediatamente balzata agli onori delle cronache di tutto il mondo. E mentre il governo croato e la Federcalcio nazionale (Hns) continuano a rimpallarsi le colpe per non aver impedito che venisse realizzato un gesto discriminatorio così eclatante, la Uefa ha ufficialmente aperto un'inchiesta a carico della Federcalcio croata. In sostanza, la commissione disciplinare della Uefa indagherà per violazione dell'articolo 14, che punisce comportamenti discriminatori e razzisti e che prevede vari tipi di sanzioni: si va dalla decurtazione di punti all'obbligo di giocare a porte chiuse fino all'esclusione dalla competizione. E per scongiurare la soluzione più severa sono intervenuti persino i membri croati del Parlamento europeo, che martedì hanno diramato un comunicato stampa condannando fermamente l'accaduto, ma invitando l'Uefa a non escludere la Croazia da Euro 2016.

Intanto, il ministro degli Interni croato Ranko Ostojic rilancia le accuse scagliate dal primo momento contro la Federcalcio, che avrebbe saputo in tempo della presenza dell'enorme croce uncinata sul campo, ignorando candidamente le diverse segnalazioni. E tale versione viene confermata anche da Edo Pezzi, uno dei più noti giornalisti sportivi, secondo cui - come ha appreso da fonti ben interne alla Federcalcio - mezz'ora prima del fischio iniziale l'addetto al semaforo avrebbe informato un membro dell'Hns. Ma nessun dirigente della Federcalcio ha poi deciso di intervenire, sperando che la svastica non venisse notata.
(Fonte: Balkan Insight)

 
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