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Italians

Il pioniere del cinema

Piero Amati e i film fatti girare in Serbia, una storia di successi e avventure per il mondo con tappa finale Belgrado dove allora fu il primo imprenditore italiano

AdminSito
venerdì 17 luglio 2015 03:44


Il cinema non è solo quella sala con il mega schermo davanti al quale sgranocchiare pop-corn o bere CocaCola, ma è molto di più. Ne sa qualcosa Piero Amati un direttore di produzione con un'esperienza internazionale che lo ha portato a girare il mondo e a fondare poi nel 1996 a Belgrado la "Film 87",che adesso è diventata la "VERDICT film". Amati può senza dubbio essere considerato il pioniere degli imprenditori italiani nei Balcani e grazie alla passione e ad un pizzico di incoscienza è riuscito ad ottenere qui numerosi successi.

Solo per rimanere in quest'area ha realizzato film in Slovenia, Serbia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Ed ecco la sua storia. "Lavoro nel cinema da quando avevo 21 anni e grazie alla mia conoscenza delle lingue sono riuscito presto ad entrare nel giro del cinema internazionale. Questo "circuito" mi ha portato a girare in tutto il mondo. Ho lavorato in 4 continenti, in ben 35 Paesi, dal Macao al Venezuela, dalla Somalia alla Norvegia, passando per Uzbekistan, Zaire, Ruanda e Kazakistan e sviluppando una grande esperienza professionale. Iniziai quindi ad essere conosciuto come un direttore di produzione, un organizzatore che sapeva girare i film all'estero. Nel mio girovagare ho imparato tanto, come a gestire le più varie problematiche pratiche, ma soprattutto ho imparato come far lavorare la gente. Specialmente in questi Paesi in via di sviluppo, far "camminare" i lavoratori non è semplice. Bisogna trovare la maniera giusta a volte essendo duri, altre gentili".

L'arrivo a Belgrado avvenne quasi per caso. "Nel mio lungo girovagare succede che vengo prescelto per fare il direttore di produzione di una serie televisiva diretta dal grande regista Franco Rossi, ovvero il remake di "Quo Vadis", che abbiamo girato qui a Belgrado dal novembre del 1983 all'agosto del 1984. In quell'occasione ho scoperto questo Paese, allora totalmente socialista, e non avendo mai girato in una nazione governata da un' ideologia simile, l'impatto fu forte. Qui non c'era assolutamente niente e ci appoggiammo quindi ad un'organizzazione locale. Quando si va all'estero, infatti, ci si affida ad un'organizzazione che si chiama il "service", un po' quello che faccio io adesso".

Quella di Piero Amati e Belgrado è una storia di amore a prima vista.

"Dopo diverso tempo ho capito come ci si muoveva e piano piano mi sono affezionato al Paese individuando le cose positive che c'erano qui: attori straordinari, tutti preparatissimi; tecnici bravi ed instancabili; grande cultura, cosa che a quel tempo non c'era in Italia; molti qui conoscevano l'inglese. Poi c'erano tante location che si potevano adattare per fare l'Italia, la Francia...un misto architettonico che ha agevolato il lavoro.

"Quo Vadis" fu un successo e il caso ha voluto che Franco Rossi girò poi nel 1986 un'altra serie chiamata "Lo scialo", e tratta dal libro di Vasco Pratolini. Girammo circa sette mesi qui con Massimo Ranieri, Eleonora Giorgi e Marisa Berenson. In questa mia seconda esperienza di lavoro mi fidanzai con una signora serba e fui poi chiamato per il remake del "Giro del mondo in 80 giorni", con Pierce Brosnan, che girammo nel 1988 tra Francia, Inghilterra, Macao, Hong Kong, Tailandia, poi in Slovenia e Croazia e infine qui a Belgrado.

Nel frattempo mi ero sposato...qui l'organizzazione era pessima, non avevano la cognizione di quali fossero le esigenze del cinema occidentale. Tecnicamente però erano bravi e allora nel 1991 decisi di fondare una società per intraprendere il progetto di portare qui i film italiani. Come ho avuto questa bella idea ,sono scoppiate le guerre che mi hanno costretto a rimandare tutto di cinque anni. Ero così convinto della fattibilità dell'operazione anche grazie ai mostruosi vantaggi economici, che non ho mai pensato di rinunciare alla mia idea e così ,con un investimento personale, ho poi formato la "Film 87".

Il nome della società non è assolutamente casuale, il numero 87, infatti, richiama all'anno in cui il Napoli vinse lo scudetto e per un partenopeo come Amati tale data che rappresenta un momento indimenticabile, ed è stata presa come portafortuna. Una sorta di numero vicente che non ha poi deluso le aspettative.

"All'inizio - rivela Amati parlando dal suo elegante ufficio, pieno di foto che immortalano alcuni momenti della sua carriera, poster, locandine e kalashnikov giocattolo - il bombardamento mediatico andato in scena in tutto l'occidente che descriveva l'intera area come instabile e violenta ha creato qualche ostacolo. Per portare qui il primo film, dopo le guerre mi è servito un anno e mezzo. Era "Mare Largo, del 1997, con Claudio Amendola e Isabella Ferrari".

Dopo questa prima uscita la "Film 87" ha avuto una lunga serie di successi: da "Morte di una ragazza per bene" di Luigi Perelli, fino all' "Angelo di Sarajevo" con Beppe Fiorello, passando per circa 18 anni di cinema. Nel 1998 "Guardami", girato a Mostar e "I Dimenticati".

Breve periodo di stallo per i bombardamenti NATO del 1999, proprio quando Piero Amati e la sua creatura andavano con il vento in poppa, ma poi "dal 2000 al 2013 - dice il direttore con piena soddisfazione - abbiamo lavorato no-stop, facendo 35 film da "Il Furto del Tesoro" del 2000 fino ad arrivare al "Il Restauratore", "L'ultimo Papa Re" e Venuto al Mondo", girati tra il 2010 e il 2012". A Piero Amati si deve anche la creazione di "Roma Barocca"( HYPERLINK "https://www.youtube.com/watch?v=DwVSxempxTc" https://www.youtube.com/watch?v=DwVSxempxTc ) , oltre ad una spettacolare e fedele ricostruzione della città di Roma, tutta pavimentata in sanpietrini originali, che che viene ospitata negli studi dell'Avala film a Belgrado.

Nel presente della "VERDICT Film", nuovo nome della "Film 87", la cui attività si è di recente leggermente ridotta, ci sono delle pubblicità e la voglia di realizzare altri lavori. "La soddisfazione è stata grande ed è durata per molti anni. Migliaia sono state le persone a cui ho dato lavoro, solo pensando che per ogni film ho assunto tra le 80/100 persone di troupe, e non per un giorno ma per mesi, oltre ad una media di 70/100 attori. Ho fatto il record in questo albergo (l'hotel Hyatt di Belgrado, ndr) con 4.200 presenze in un anno, nel 2012, tutti impiegati alla realizzazione di un film. E poi tutto ciò che gravita intorno al cinema che comprende un'infinità di aspetti, dalla sicurezza, al cibo, fino alle comparse, ai truccattori, i materiali...l'indotto che ho portato qui - sottolinea Amati - è stato qualcosa di inimmaginabile." Questa sì, che è una bella storia italiana.

(Luigi Maria Rossiello)

 
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