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Habemus premier

Dopo un lungo stallo politico a Zagabria nasce nuovo governo: il centro destra rappresentato da "Hdz" torna al potere il coalizione con "Most", ma guidato da "un Monti croato"

AdminSito
lunedì 4 gennaio 2016 11:40


Certamente la decisione della presidente Kolinda Grabar-Kitarovic di designare come primo ministro del prossimo governo croato Tihomir Oreskovic, brillante ma poco conosciuto manager farmaceutico sulla cui nomina hanno trovato l'intesa il maggiore partito nazionalista (Hdz) e il movimento "rivelazione" all'ultimo passaggio elettorale (Most) in seguito a un accordo di coalizione siglato al fotofinish, non è stata esente da dubbi e perplessità. In molti, infatti, considerano l'ex direttore finanziario per l'Europa del gigante farmaceutico israeliano Teva - nato nel 1966 a Zagabria ma formatosi in Canada e residente attualmente ad Amsterdam - uno "straniero in patria", stigmatizzando la sua poca notorietà nel Paese e la modesta padronanza della lingua croata. Dopotutto è diventato ormai celebre lo strafalcione in cui è inciampato durante il suo primo discorso da premier designato, quando invece di pronunciare la parola "cittadini" ("gradani" in croato) si è lasciato scappare "edifici" ("gradevine"). E ciò nonostante l'alto dirigente 49enne, in possesso della doppia cittadinanza croata e canadese, abbia trascorso da ragazzo diversi anni a Zagabria e diretto dal 2009 al 2015 gli uffici nella capitale di Teva e Pliva, la casa farmaceutica croata acquisita dal colosso israeliano. Altri, invece, puntano il dito contro la totale assenza di un background politico - nonostante la luminosa carriera in campo finanziario - e le discutibili modalità con cui è stata gestita la cessione di Pliva.

A ogni modo, grazie alla trattativa andata in porto in extremis fra Hdz e Most - che ha sancito il rientro del principale partito di centrosinistra (Sdp) nelle file dell'opposizione, dopo quattro anni trascorsi alla guida del governo -, il capo di Stato ha potuto finalmente affidare l'incarico di formare il nuovo esecutivo a una figura in possesso di 78 firme parlamentari, quattro in più di quelle previste per ottenere la fiducia dell'Aula. Un passo non da poco, se si considera che dall'8 novembre (giorno delle elezioni generali) fino al 23 dicembre (giorno in cui è avvenuta la designazione ufficiale) la Croazia è precipitata in una profonda stasi politica, punteggiata da combutte sottobanco e manovre di "bassa lega" volte a raccogliere i voti necessari a ottenere la fiducia. Oreskovic, però, potrà cantare vittoria solo se a metà gennaio la sua squadra di governo e il suo programma riusciranno a ottenere la maggioranza dei voti in Parlamento. Intanto la fragile maggioranza appena costituita in Aula ha superato la prima prova, riuscendo ad eleggere il conservatore Zeljko Reiner come nuovo presidente del Parlamento, il quale ha conquistato l'ambito scranno con 88 voti su 151: ben dieci in più rispetto a quelli assicurati dai componenti della neonata coalizione al potere.
(Fonte: Total Croatia News)

 
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