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Cultura

Il salvataggio degli italiani

Nell'inverno del 1915 una straordinaria missione della Regia Marina salvò 136mila soldati serbi portandoli in Italia, eppure paradossalmente nessuno ricorda quella grande impresa

AdminSito
martedì 2 febbraio 2016 09:48


Un vecchio documento rivelato da una giornalista Rai di origine serba , Mila Mihailovic, ha cambiato la conoscenza storica sui "grandi amici dei serbi durante la Prima Guerra Mondiale" e l'enorme sofferenza dell'esercito serbo in Albania.

"L' evacuazione dell'esercito serbo dall'Albania durante la Grande Guerra fu decisiva per la vittoria nella grande guerra", racconta la signora Mihailovic al settimanale belgradese "Svedok" - e per quasi 100 anni è stata circondata fa un falso storico. I documenti della Marina Militare Italiana riguardo l'esercito serbo sono più che preziosi, perché chissà cosa sarebbe successo nella mappa dell'Europa di allora se la Marina Italiana non avesse salvato l'esercito serbo dall'Albania. Qualcuno, ovviamente, ha voluto nascondere il fatto che dopo questo salvataggio, l'esercito serbo riorganizzato in realtà ha contribuito a decidere l'esito della prima guerra mondiale". Fino ad oggi però la storia, specialmente in Serbia, ha detto che gli inglesi e francesi si presero la responsabilità di 'tirare su' esercito serbo dall'Albania.

Ma ecco che si scopre il grande ruolo storico della marina militare italiana, rimasto nascosto negli archivi per un secolo e mai pubblicato, almeno fino a poco tempo fa. Molti tra noi vorrebbero chiedere: ma come mai tutto ad un tratto l'Italia appare, dal momento che la maggioranza ricorda l'alleanza di partenza tra Italia, Germania e austro-ungarici? Questa alleanza fu solo all'iniziale per l'Italia, che quando gli austro-ungarici attaccarono la Serbia, su richiesta di Inghilterra, Francia e Russia abbandonò l' alleanza e per un anno rimase neutrale.

Le alleanze durante Grande Guerra si strinsero tra due coalizioni : il potere centrale (Germania, Austria-Ungheria, Turchia, Bulgaria) e quello dell'Intesa (Russia, Francia, Gran Bretagna, Serbia, e più tardi Giappone, Italia, Romania, Stati Uniti ed altri. Per unirsi all'Intesa, all'Italia venne stato promessa una partr significativa di territori come Dalmazia, Albania, Istria, le isole del Dodecaneso e di Antalya, ma a guerra era finita le vecchie promesse svanirono nella falsa storia scritta dai grandi poteri. L'impero di Russia non esisteva più dopo la Grande Guerra, dunque la vittoria fu ottenuta anche grazie alla Serbia ed all'evacuazione italiana dell'esercito serbo.

Sulla scena internazionale, Francia e l'Inghilterra si confrontavano con un nuovo potere occidentale,quello degli Stati Uniti d'America che cominciava a dominare la scena internazionale, e per tutti loro era inaccettabile che l'Italia diventasse il Paese chiave della regione mediterranea. Da qui, la cancellazione dell' accordo di alleanza con l'Italia e l'immagine di un Paese che un vincitore diventa perdente nella guerra.

La realtà era piuttosto ben nascosta dai libri ufficiali ed al pubblico: "La vera condotta di Francia e Inghilterra verso lo Stato, l'esercito e la gente serba durante la prima Guerra Mondiale, è emersa tutta dalla possibilita' d muoversi tra le pagine del ricco archivio del ministero italiano della Marina .Lì ho trovato un. documento redatto nel 1917 a Milano e dal titolo "Interventi per dell'esercito serbo". Si tratta di un documento che ha notevole importanza storica per la Serbia , ed anche per l'Italia, dal momento che rivela come l'Italia abbia svolto un intervento umanitario di proporzioni senza precedenti. E di questo c'è anche un'altra prova storica".

Il primo ministro serbo, Nikola Pasic scrisse una lettera di ringraziamento per all' Italia il 22 Febbraio del 1916: "Dopo la conclusione del trasporto dei serbi provenienti da Albania, esprimo la gratitudine più sincera al governo reale per l' intervento immediato ed efficace della Regia Marina italiana. Grazie per aver condotto l'evacuazione nel modo migliore ". In quel momento veniva salvata l'essenza del corpo nazionale serbo e dopo questa operazione le vie della storia portano a Corfù, dove poi l'esercito serbo si è riorganizzato, ha recuperato ed ha rotto le linee del famoso fronte di Salonicco. E lì si decise la vittoria, così come esito della Grande Guerra.

"C' erano centinaia, migliaia, decine di migliaia di soldati afflitti dagli spasmi allo stomaco vuoto, intrappolati assieme nelle fauci della fame e della sete, vittime delle più terribili battaglie . Sui volti avevano tutti la stessa espressione in cui vedevi solo fame e la febbre . Degli eroi che, nel dicembre 1914 avevano sperimentato la distruzione dell Esercito reale, non restava più niente, non c'era vita nei loro corpi, nient'altro che l'anima.tutta la Serbia era morta in ciascuno dei suoi figli, ma pure in quell' agonia brillava l' orgoglio serbo di uomini che hanno scelto la morte di fronte alle catene straniere", ha scritto Paolo Giordano, un testimone oculare italiano dell' evacuazione dall'Albania.

L'Italia, pure essendo vittima della propaganda mediatica, allora, come si è visto giocava un ruolo storicamente importante nel decidere gli esiti della prima guerra mondiale. Le canzonj popolari dell'epoca facevano risuonare nel folklore serbo melodie come "Krece se ladja Francuska", (La nave francese si sta muovendo), celebrando il ruolo della Francia nel salvare la gente serba dall'Albania, e così le storie sono diventate fatti. La realtà era lontana dal folklore, ma ben nascosta a causa delle ragioni geopolitiche delle nuove potenze mondiali.

L'imperatore russo, lo zar Nikolai secondo della dinastia dei Romanov, svolse anche una funzione storica per la Serbia e la sua gente, mai prima e dopo, la storia ha registrato tale devozione da un imperatore da parte di una piccola nazione, com'è quella dei serbi. Anche affrontando una forte opposizione nel suo regno, fu lo zar a decidere personalmente di affiancarsi a Inghilterra e Francia spronandole ad aiutare il popolo serbo , altrimenti avrebbe lasciato la coalizione , ed alcuni storici sostengono che la protezione della Serbia nella Grande guerra provocò la fine della Russia zarista e lo sterminio della famiglia reale.Ma se questo il serbi lo sapevano molto bene, purtroppo la loro conoscenza dell' intervento italiano che salvò il loro esercito è pari a zero.

Eppure, grazie alla Regia Marina italiana, dal 12 Dicembre 1915 fino al 29 Febbraio 1916, vennero salvati 136 mila soldati serbi, 24mila soldati austriaci serbi prigionieri dell'esercito, 10 153 cavalli, 300mila tonnellate di cibo e materiali. Insieme con l'esercito, fu evacuato il governo serbo, gran parte dell'élite militare, politica e intellettuale, una grande quantità di oro, l'archivio di Stato, re Pietro il primo Karadjordjevic ed il reggente Aleksandar.E nella stessa operazione vennero portati in Italia anche 6 000 soldati montenegrini, volontari provenienti dalla Bosnia e Boka, insieme con il re Nikola Petrovic e la sua famiglia.

Lo scorso maggio,il libro di Mila Mihajlovic è stato presentato alla Fiera Internazionale del Libro tenutasi a Torino, Italia. Anche al Vittoriano, il grande monumento costruito nel cuore della capitale italiana chiamato anche Altare della patria , una presentazione del libro ha aperto la cerimonia per i 100 anni della vittoria nella Grande guerra.
(Marina Ragush)

 
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