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Globalist:


Energia

A Sofia il petrolio del Daesh

Un giornale rivela che alcune petroliere dirette in Europa fanno scalo in porti turchi dove caricano carburanti contrabbandati dagli islamici, che poi consegnano sul Mar Nero

AdminSito
giovedì 3 marzo 2016 08:20


Carburante contrabbandato dal Daesh prende il mare con destinazione Bulgaria e venduto nei distributori locali, scrive il quotidiano locale "Trud", citando una fonte del servizio daganale Le informazioni relative al contrabbando di carburante realizzato dal terrorismo islamico sul territorio della Bulgaria sono arrivate a Sofia dai servizi speciali russi e americani, che ne hanno avuto prova dalle foto satellitari. Grazie a questi fotogrammi, le autorità del paese sono riuscite a scoprire lo schema della fornitura illegale di diesel e benzina nei porti delle città bulgare di Varna e Burgas, scrive la pubblicazione.

In base alla documentazione, il carburante rappresenta una parte delle forniture dirette alla UE e, secondo il "Trud," arriva da un deposito situato in Grecia. Il quotidiano nota che secondo i dati del sistema elettronico del controllo del traffico marittimo, le navi cisterna con il carburante si sono fermate in sette porti turchi nel Mar Nero e nel Mediterraneo prima di fare scalo nei porti di Grecia e Bulgaria, ed è facile concludere che proprio durante queste fermate è stato caricato il combustibile fornito dal Daesh.

Grazie alle informazioni ricevute, i servizi di sicurezza del paese hanno iniziato controlli massicci alle stazioni di servizio nella zona della capitale, così come in altre 15 aree in Bulgaria,continua il giornale e le forze dell'ordine hanno confermato che l'osservazione viene eseguita su più di 50 oggetti, ma informazioni sulle possibili forniture di combustibile prodotto dal Daesh, non sono state ancora confermate ufficialmente.Secondo le informazioni fornite dalla fonte del giornale, i prodotti petroliferi di contrabbando hanno una relativamente bassa qualità in base agli standard adottati nell'UE, del 20-40% per la benzina e del 35-70% per il gasolio. Questi indici confermano che un combustibile di questa qualità non può essere consegnato da un deposito in Grecia.
Fonte: The Sofia Globe 



 
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