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Politica

Vota Vucic o ti licenzio

Alla vigilia delle elezioni serbe un altro scandalo: i capi delle aziende di Stato impongono ai dipendenti la prova del voto per Sns e la partecipazione ai comizi, altrimenti niente più lavoro

AdminSito
martedì 19 aprile 2016 11:31


Domenica prossima in Serbia si vota per elezioni straordinarie che il premier Aleksander Vucic prima ha voluto per tendere il suo potere pressocchè assoluto, ma di cui adesso sembra avere paura. Nenad Canak, leader della Lega dei socialdemocratici della Vojvodina (LSV) Nenad Canak ha scritto una lettera aperta ai cittadini in cui afferma che i dipendenti del settore pubblico vengono ricattati con la minaccia di perdere il posto se non dovesse votare per un certo partito politico , ed esorta tutti i soggetti che hanno preso parte al processo elettorale a fermare questo processo sollecitando le autorità a scoprire e sanzionare i responsabili di questo ricatto.

In una lettera aperta ai cittadini, Canak ha afferma che, diversi giorni prima delle elezioni, è diventato sempre più frequente che ai dipendenti del settore pubblico veng chiesto di dimostrare con una foto che hanno votato per un certo partito, o che hanno partatpsto a raduni pre elettorali . Canak non precisa quale sia il partito in questione, anche se è facilmente intuiibile, ma chiede che le istituzioni per il monitoraggio facciano il loro lavoro assicurando la regolarità legittimità del processo elettorale. Agli elettori chiede poi di "non rimanere in silenzio dopo tutto quello che si è sentito dire in questi giorni a bassa voce per paura di ritorsioni".

Anche se è opinione comune che l'unico partito che possa minacciare ritorsioni in caso di mancata presenza ai comizi è il partito Progressista Serbo (SNS) oggi al potere, il suo leader Aleksandar Vucic sostiene spudoratamente l'iniziativa di LSV: "Sostengo completamente sostengo tutto ciò che Canak ha scritto nella sua lettera ", afferma il premier sul suo profilo Twitter, senza fornire ulteriori dettagli. Eppure a Bor è stato proprio un funzionario del suo partito a minacciare i dipendenti che non si fossero presentati ad un raduno di Vucic, ed anche il presidente del comune di Bor, Zivorad Petrovic, anch'egli esponene del partito Progressista Serbo (SNS), ha minacciato di licenziamento direttori e lavoratori di imprese statali che non avessero partecipato al comizio. In una registrazione audio Petrovic dice: Tutti qelli che non vengono saranno licenziati ed ai loro posti metteremo la nostra gente", dice spiegando ad un'altra persona come trattare i dipendenti che tentennano.

La registrazione continua con le minacce di Petrovic agli amministratori delle aziende statali del licenziamento seimila persone:"Chiunque non si presenta non gioca più, chi non partecipa sarà licenziato, e questo è tutto ". L'autentiità della registrazione deve ancora essere dimostrata, ma sta di fatto che dopo queste minacce, circa cinquemila persone erano presenti alla manifestazione.

Vucic interviene come se non si parlasse di esponenti del suo partito: "Se le accuse verranno dimostrate Petrovic dovrà lasciare la sua carica, nessuno può essere costretto d andare da nessuna parte, è una vergogna per chiunque ordinare ad altri dove andare e per chi votare , "twitta" il premier scivolando elegantemente sul resto.

Anche il difensor civico Sasa Jankovicinterviene sulla vicenda:"I cittadini dovrebbero essere incoraggiati a dire "no" agli attivisti di al partito che sono anche amministratori delle società pubbliche e gli amministratori che minacciano di licenziare i lavoratori, costringendoli a partecipare a raduni di parte, dovrebbero essere ritenuti penalmente responsabili, e se un dipendente viene licenziato, il competente giudice deve ridargli il lavoro attraverso il processo del lavoro - dichiara - d'altra parte, la legge non dovrebbe regolare la condotta di attivisti politici che usano il telefono o vanno porta a porta per convincere i cittadini a votare per la loro opzione politica. Questo non dovrebbe essere punito, dobbiamo essere liberi di parlare e discutere, questo è normale. Tuttavia, non è normale che qualcuni persistentemente minacci vendetta contro di voi se la vostra opinione politica è diversa, o se si rifiuta di partecipare ad una manifestazione. Qui bisognerebbe introdurre pene più severe".
Fonte: Agenzie

 
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