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Politica

Offesa alla memoria

Sabato notte il memoriale di Dotrscina, dove sorgeva uno dei più terribili lager croati del regime ustascia alleato del Reich, è stato imbrattato con svastiche e scritte naziste

AdminSito
mercoledì 20 aprile 2016 13:38


Sabato notte si è consumato l'ennesimo, deprecabile, capitolo del grave clima di intolleranza di matrice nazista che da tempo sta attanagliando nuovamente la società croata, surriscaldatosi negli ultimi mesi con l'insediamento del nuovo governo di centrodestra, in cui l'anima nazionalista del maggiore partito conservatore (Hdz) sembra aver finora oscurato la componente moderata del giovane movimento Most. A essere preso di mira è stato questa volta un luogo simbolo dell'immane tragedia dell'Olocausto, perpetrato anche in Croazia dal regime ustascia di Ante Pavelic: il Memoriale di Dotrscina (vicino Zagabria), dove sorgeva il famigerato campo di concentramento in cui, dal maggio del 1941 fino alla conclusione della seconda guerra mondiale, sono state sterminate circa diciottomila persone, in particolare ebrei, serbi, zingari e croati antifascisti.

E dunque, il monumento centrale del Memoriale è stato vistosamente danneggiato, mentre la targa posta all'ingresso del parco e il percorso principale sono stati imbrattati con svastiche, simboli ustascia e scritte naziste, tra cui lo slogan del regime di Pavelic alleato del Reich: "Za dom spremni" ("Pronti per la patria"). A denunciare l'accaduto, e ad esortare le autorità a individuare rapidamente i responsabili, è stata l'ong "Documenta" che si occupa della gestione del memoriale, impreziosito peraltro da opere realizzate da grandi artisti croati della seconda metà del novecento come Vojin Bakic, Josip Siessel e il contemporaneo Slaven Tolj. Inoltre l'episodio è stato subito deplorato pubblicamente dalle più alte autorità del Paese, l'attuale esecutivo guidato da Tihomir Oreskovic e la presidente della Repubblica Kolinda Grabar-Kitarovic, che hanno chiesto "la fine del processo di distruzione dei monumenti eretti in memoria delle vittime innocente del regime ustascia della tragedia nazista".
(Fonti: Anatolia, agenzie)

 
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