Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
 
Connetti
Utente:

Password:



Economia

Kolinda si rivolge all'Onu

In un'allarmata lettera inviata al segretario generale delle Nazioni Unite, il capo di Stato croato ha definito l'assoluzione di Vojislav Seselj "un gravissimo precedente"

AdminSito
mercoledì 20 aprile 2016 23:56


L'assoluzione dell'ultranazionalista serbo Vojislav Seselj dalle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità, stabilita lo scorso 31 marzo dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, non solo costituisce un "gravissimo precedente" che rischia di legittimare un conflitto armato "in cui gli obiettivi militari sono stati perseguiti ricorrendo al genocidio e alla pulizia etnica", ma potrebbe persino minare il percorso di riconciliazione imboccato negli ultimi anni dai Balcani. Così recita la dura lettera inviata lunedì al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (inoltrata anche al presidente dell'Assemblea generale dell'Onu Mogens Lykketoft e al presidente del Consiglio di sicurezza dell'Onu Liu Jieyi e trasmesso a tutti gli Stati membri come documento interno di questi due organi) dal capo di Stato croato Kolinda Grabar-Kitarovic.

"Rispetto l'indipendenza del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia quanto alle metodologie e alle procedure decisionali adottate - scrive la presidente della Repubblica croata - e so bene che si tratta di un verdetto di primo grado a cui è possibile ricorrere in appello, ma non posso però nascondere la mia profonda delusione e preoccupazione. Questa clamorosa sentenza non soltanto è in aperto contrasto con i fondamenti e le finalità del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, istituito nel 1993 in ottemperanza della risoluzione 827 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, ma rischia anche di avere un impatto negativo sul processo di riconciliazione instauratosi nei Balcani, sulle relazioni tra i Paesi della regione e su tutte le zone di crisi del mondo. Devo dunque confessare che la mia fiducia nei confronti del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia è stata profondamente scossa. Tra l'altro la Croazia ha sostenuto sin dall'inizio la fondazione del Tribunale, cooperando attivamente e riconoscendogli sempre una grande importanza. Tuttavia, questa sentenza rappresenta un pericoloso precedente dalle conseguenze micidiali su scala regionale e mondiale".
(Fonte: Hina)