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Economia

La Ue ha bisogno di noi

Il presidente Erdogan si mostra sempre più sicuro di sé ,il suo premier Davotoglu in patria dice che per i turchi entro giugno cesserà l'obbligo di visto ma la Russia avverte state attenti

AdminSito
giovedì 21 aprile 2016 00:03


Il presidente turco Rexep Tayyip Erdogan ha descritto come "provocatorio" il rapporto negativo pubblicato dal Parlamento europeo sul corso di adesione della Turchia in materia di diritti umani e libertà di stampa ed ha sostenuto ancora una volta che "la UE ha più bisogno della Turchia che la Turchia ha bisogno dell'Europa".Il presidente turco parlando nel corso della riunione con i sindaci che si tiene ogni due settimane, ha sottolineato che "la Turchia si è impegnata a ospitare tre milioni di persone in modo che gli europei non siano disturbati, mentre che cosa significa il rapporto ? Niente".

Mentre il presidente faceva queste dichiarazioni ad Ankara, il suo ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu era a Strasburgo per partecipare alla riunione del Parlamento europeo e incontrare il presidente della Commissione, Jean-Paul Juncker.Prima di partire per la Francia, Davutoglu aveva detto che entro giugno si prevede di avviare la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, sottolineando che "senza di essa non ci si può aspettare che la Turchia rispetti i suoi impegni. Il nostro Paese è un interlocutore serio, ha fatto quello che ha promesso e non consentirà concessioni su ciò che è stato promesso da altri".La risposta della Ue non ha tardato a venire :"La Turchia deve soddisfare tutti i criteri rimanenti prima che Commissione adotti la proposta nei prossimi mesi" . Parlando di terrorismo, dopo aver affermato che si tratta di una "minaccia comune", Davutoglu ha detto che il suo Paese ospita il maggior numero di rifugiati, e di tutte le spese fino ad ora sono coperte dal bilancio dello Stato della Turchia.

Oggi è prevista la prima valutazione della Commissione europea sullo stato di attuazione dell'accordo UE-Turchia sulla questione dei profughi.Prima di allora, anche il ministro degli esteri turco Mevlut Çavusoglu aveva sottolineato che "l'accordo che abbiamo fatto con l'Unione europea è molto chiaro. Vogliamo fermare questa tragedia umana, vogliamo che i nostri cittadini di viaggino senza bisogno di un visto e vogliamo ammodernare l'unione doganale. Se l'UE non onora la sua parola, cancelleremo tutti gli accordi ".

Mentre questo braccio di ferro va avanti, però, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha denunciato che la Turchia, oltre a diversi paesi della regione, sta appoggiando il cosiddetto"piano B" per la Siria, che ha la finalità di rovesciare il Governo siriano mediante azioni militari: "Si sente dire che alcuni stanni preparando un "piano B", il che significa che sono in attesa che i negoziati sulla Siria falliscano e nuove armi siano introdotte in Siria destinate  alla opposizione irriducibile, per ottenere l' obiettivo di rovesciare il Governo  siriano mediante l'utilizzo dell'azione militare- Nonostante Washington abbia negato di avere predisposto questo piano di riserva, molti Paesi appoggiano questa opzione, ed in particolare la Turchia che continua coi di interferire nella tregua utilizzando metodi militari, e lo dimostra apertamente con proposte come quella di creare una "zona di esclusione aereaDobbiamo avvisare che queste azioni potrebbero finire molto male, ed è molto preoccupate il fatto che l'Unione Europea non possa comprendere che si tratta di un semplice tentativo di mascherare  l'aggressione turca alla Siria e che non voglia reprimere le aspirazioni di Ankara.".

Lavrov ha anche smentito che ci siano accordi segreti fra USA e Russia circa l'uscita dal potere di Bashar al-Assad ed ha denunciato che queste voci hanno il solo scopo di perturbare le conversazioni di pace e screditare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.Nel frattempo sono state diffuse le dichiarazioni del deputato britannico conservatore, David Davis, pubblicate da " The Independent": recatosi a Damasco, Davis ha avuto un colloquio con il presidente Assad, ed il presidente siriano gli ha detto che  Vladimir Putin ha garantito tutto l'appoggio della Russia alla Siria nella guerra contro il terrorismo ,ed ha sottoscritto una patto con cui si è impegnato a non permettere che la Siria possa essere sconfitta nella guerra contro i gruppi terroristi, sovvenzionati ed armati dall'estero.
Fonti: Birn, Agenzie