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Economia

Tutte le armi di Siria

I caccia e le armi russe e gli addestratori iraniani hanno permesso all'esercito di Damasco di recuperare terreno nella guerra: ecco come Mosca e Teheran tengono in piedi il regime

AdminSito
venerdì 22 aprile 2016 12:19


Con settanta caccia schierati e oltre 900 missioni aeree finora compiute contro Jabhat Al Nusra, Stato Islamico, Esercito Libero Siriano e le varie armate dei ribelli siriani, la Russia è stata il "game changer" della guerra in Siria. Il conflitto siriano non può però essere ridotto a questa semplicistica analisi. Ecco un quadro che spiega in sintesi qual è stato il sostegno militare sinora dato da Mosca e da Teheran all'esercito di Bashar Assad.

All'inizio del conflitto nel 2011 l'Esercito Arabo Siriano (EAS) agli ordini del presidente Bashar al-Assad era predisposto per una guerra convenzionale ma non a un'azione asimmetrica come quella resasi necessaria per contrastare l'avanzata jihadista e combattere in contesti di guerriglia. Inizialmente le truppe dell'EAS erano equipaggiate con elmetti cinesi QGF-02 e un armamento basato sulla dotazione dell'AK-47 o della variante cinese Type 56.
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[ Il sostegno russo ha permesso alle forze di Damasco di munirsi di un nuovo sistema di osservazione notturna(Baighis 6), di nuovi fucili d'assalto AK-74M, di giubbetti antimissile 6B54, di elmetti in kevlar 6B7, di nuovi lanciagranate GP-30. I russi hanno inoltre dato ai siriani lanciatori termobarici AGS-17 e lanciatori 6G30 con un calibro di 40 mm. Le forze speciali di Damasco, addestrate negli anni Sessanta dagli egiziani, oggi sono composte dai "Leoni della Protezione", inquadrati nella 104° divisione meccanizzata, di stanza nel nord del Paese. Addestrate oggi dalle unità CQB e FIBUA degli Hezbollah libanesi e da istruttori iraniani della Forza Al Quds, usano missili anticarro 9M113 Konkurs, 9M131 Metis M, 9M133 i Kornet oltre che gli RPG 7V e 29. Ad oggi dispongono dello stesso materiale dei corrispondenti corpi russi: mimetiche ignifughe MultiCam, elmetti FAST con optoelettronica integrata, lanciagranate AGS-30. I cecchini di Assad hanno i fucili di precisione russi Dragunov e iraniani, quest'ultimi simili a una copia dello Steyr HS.50. Il Cremlino ha inoltre rifornito l'EAS con fucili da cecchino ORSIS T-5000 da 7,62 mm  e con le pistole automatiche KSVK da 12,7 mm.

 Il parco mezzi dell'esercito regolare siriano è stato rinnovato integralmente dai russi. Mosca è intervenuta anche in questo settore constatando che i soldati siriani, non avendo difese antimissile, abbandonavano i tank che divenivano subito preda degli istruttori turchi così come dei miliziani jihadisti.In totale la Russia ha messo a disposizione di Damasco 20 carri T-72B3 e altrettanti T-90 MS. Entrambi sono stati pilotati finora da soldati iraniani. I T-90 MS, in particolare, sono stati utilizzati per penetrare le linee dello Stato Islamico.

L'aeronautica di Assad è stata rinnovata da Mosca nella fabbrica ARZ n. 151 nella città russa di Rhzev e configurata sullo standard del Su-24M. Oggi possiede sistemi di guida e missili di precisione. Anche i MiG23 siriani hanno il sistema di navigazione notturna russo LANTIRN, il riconoscimento ad infrarossi degli obiettivi a terra, la possibilità di agire ad altitudini ben oltre la gittata delle strutture antimissile. Attualmente dovrebbero trovarsi ancora in Siria quattro aerei di attacco Su-25 SM e altri quattro Su-24 M2. In totale, dovrebbero essere trenta i caccia operativi tra quelli russi e quelli dell'esercito siriano aggiornati.

In generale la Russia sta inviando una maggiore quota di materiale militare alla Siria in questa fase di tregua formale piuttosto che quando non era in vigore il cessate il fuoco. Nel Mediterraneo vi sono dodici navi militari di Mosca, con la Zelenji Dol armata di missili da crociera anti-superfice Kaliber. I russi hanno inoltre messo a disposizione di Assad l'areo di sorveglianza IL 20 e una piattaforma ELINT (ELectronic-signals INTelligence) che opera in direzione di una sede di raccolta dati del GRU, il servizio militare russo, vicino ad Al Hara. Mosca ha portato in Siria anche i missili Iskander, passibili di essere armati con testate nucleari. A rivestire un ruolo fondamentale è anche la rete di sensori Pantsir S2, che copre un raggio di 40 km. Tutto ciò che si muove entro questo raggio viene distrutto, compresi i vettori STEALTH e i piccoli UAV.Con questo dispiegamento di forze il Cremlino punta a tutelare principalmente i propri interessi, vale a dire coprire da interferenze della NATO la proiezione dei suoi confini in Medio Oriente e nel Mediterraneo.
 
Attualmente Teheran non sta diminuendo la pressione militare in Siria, ma la sta rimodulando rapportandosi con la nuova organizzazione delle forze russe. A sostegno di Assad operano i "Pasdaran" e i suoi corpi speciali, mentre le Forze Armate iraniane hanno il compito di coprire il confine iraniano con l'Iraq, dove una grossa operazione di intelligence, nel 2015, ha disattivato gran parte delle cellule califfali.

Sono circa 700 i consiglieri militari iraniani che cooperano con l'EAS. Addestrano le forze paramilitari siriane, come il Jayish al Shabi e i Comitati Popolari, oltre alle organizzazioni tribali Tayy, al Jihesh e al Shaitat, e hanno partecipato in più occasioni a situazioni di guerriglia ibrida. L'Iran ha inoltre mandato in Siria oltre 4.000 afghani a combattere contro ISIS, armandoli di armi leggere, reti personali di intelligence elettroniche evolute, tank e missili terra/aria portatili.
(Marco Giaconi. LookoutNews)

 
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