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Economia

Reporter, non trafficante

Un famoso reporter montenegrino è in carcere da sei mesi per rapporti con una banda che spacciava droga, ma i suoi colleghi dicono che lo ha fatto a scopi professionali

AdminSito
venerdì 22 aprile 2016 12:20


Jovo Martinovic, un giornalista investigativo montenegrino che ha lungamente scritto di reti criminali, criminali di guerra e rapine, è stato accusato dalla magistratura del suo Paese di favoreggiamento e appartenenza a una banda che traffica in droga. L' incriminazione è partita dall' ufficio del procuratore speciale per la criminalità organizzata di Podgorica , ma gli esponenti del mondo dei media esortano le autorità a considerare il lavoro giornalistico come possibile spiegazione di presunti contatti con i trafficanti di droga, mentre molte altre testimonianze a sostegno di Martinovic sono arrivate da importanti giornalisti da tutto il mondo.

Il cronista è in stato di custodia dallo scorso ottobre, assieme ad altri 17 montenegrini coinvolti in un' operazione congiunta con la polizia croata, tutti detenuti e accusati di appartenenza a un'organizzazione criminale e al traffico di droga. Martinovic insiste nel dichiararsi non è colpevole, e dice che i suoi contatti con gli altri sospetti sono stati puramente legati al suo lavoro di giornalista. Secondo l'indagine della Procura speciale, Martinovic è sospettato di "aiuto a formare una organizzazione dedita al contrabbando della droga" e di essere un anello di tala catena. Lui ribatte di abere avuto interazioni con due dei sospetti nel presunto schema del traffico di droga - Dusko Martinovic e Namik Selmanovic - come parte del suo lavoro giornalistico. Martinović, il sospettato principale, è anche membro della nota banda rock dei "Pink Panther", e Jovo Martinovic ha lavorato con lui in una serie di spettacoli televisivi, anche per un documentario sul contrabbando di armi.

Il Comitato per la protezione dei giornalisti ha scritto martedi al primo ministro Milo Djukanovic , chiedendo che Martinovic venga liberato"Le scriviamo per protestare contro la detenzione di questo giornalista che ura da quasi sei mesi senza accuse, e chiedere il suo rilascio immediato. Data la reputazione di Jovo Martinovic per l'integrità professionale, la sua importanza e la sua capacità di soddisfare una vasta gamma di persone nel corso del suo lavoro di giornalista, le chiediamo di istruire le autorità competenti perchè producano elementi di prova che giustifichino il protrarsi della detenzione del giornalista, oppure di liberarlo ". La lettera porta la firma di Joel Simon, direttore del Centro.

La lettera cita inoltre testimonianze di numerosi giornalisti di primo piano che hanno lavorato con Martinovic e si fanno garanti della sua integrità professionale: fra questi c'è Matthew McAllester, giornalista vincitore del premio Pulitzer e redattore di "Newsweek Europa", che ha ricorda l'aiuto di Martinovic nel riferire sui criminali di guerra nei Balcani."Uno dei grandi talenti di Jovo è quello di trovare persone coinvolte in attività criminali e persuaderle a parlare con i giornalisti stranieri", scrive McAllester.Il mese scorso, il Centro ha scritto anche una lettera privata al capo della Procura speciale Milivoje Katnic, chiedendo il rilascio di Martinovic su cauzione in attesa del completamento delle indagini, ma non ha ricevuto risposta.

Altre testimonianze di alto livello a sostegno del giornalista sono venute da Bruce Clark, dell "Economist", Wolfgang Krause della "Suddeutsche Zeitung", Michael Montgomery del "Center for Investigative Report" e Philiph Sherwell del "Daily Telegraph". Krause ha descritto Martinovic come "uno dei giornalisti più impegnati e responsabili con cui io abbia mai lavorato".
Dusica Tomovic, BIRN

 
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